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	<title>Laboratorio Analisi Cliniche Cavaliere</title>
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	<description>Analisi Cliniche e Poliambulatorio Cittanova</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 Nov 2019 14:01:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Malattie croniche e relativi codici di esenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 10:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.analisiclinichecavaliere.it/malattie-croniche-e-relativi-codici-di-esenzione/">Malattie croniche e relativi codici di esenzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.analisiclinichecavaliere.it">Laboratorio Analisi Cliniche Cavaliere</a>.</p>
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		<title>Esenzione Ticket</title>
		<link>https://www.analisiclinichecavaliere.it/esenzione-ticket/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 09:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dal 1 gennaio 2011 sono cambiate le regole per ottenere l&#8217;esenzione ticket per condizione economica. Pertanto gli assistiti che godono di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dal 1 gennaio 2011</strong> sono cambiate le regole per ottenere l&#8217;esenzione <strong>ticket per condizione economica</strong>. Pertanto gli assistiti che godono di tali esenzioni dovranno verificare la presenza del proprio nominativo  nell&#8217;elenco in possesso dei medici <strong>presso il proprio medico curante</strong> o presso il Distretto di appartenenza.</p>
<h1><strong>Esenzione ticket per reddito</strong></h1>
<table style="height: 341px;" width="662">
<tbody>
<tr>
<td width="499">Cittadini di età inferiore a 6 e superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151, 98 euro</td>
<td width="142">Codice  E01</td>
</tr>
<tr>
<td width="499">Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per figlio a carico</td>
<td width="142">Codice  E02</td>
</tr>
<tr>
<td width="499">Titolari di pensione sociale e loro familiari a carico</td>
<td width="142">Codice  E03</td>
</tr>
<tr>
<td width="499">Titolari di pensione al minimo di età superiore a 60 anni ed i loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico</td>
<td width="142">Codice  E04</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se l&#8217;assistito non risulta nell&#8217;elenco degli esenti, il medico annulla con un segno la casella contrassegnata dalla lettera «N» (non esente) presente sulla ricetta. L&#8217;assistito, dunque, non deve più apporre nessuna firma sulla ricetta (come accadeva in precedenza e come accade nelle Regioni in cui non sono state ancora recepite le nuove modalità). Se un assistito ritiene di possedere i requisiti per l&#8217;esenzione al ticket per reddito, ma non compare nella lista in possesso del medico, deve rivolgersi alla propria ASL di appartenenza. In ogni caso, l&#8217;esenzione relativa allo stato di disoccupazione (codice E02),  deve essere autocertificata  annualmente dall&#8217;assistito presso la ASL di appartenenza che rilascia un apposito attestato.</p>
<p>Per il <strong>rinnovo </strong>del tesserino <strong>esenzione ticket per reddito</strong> occorre esibire la seguente documentazione:</p>
<p>-copia documento identità<br />
-copia tessera sanitaria<br />
-copia CUD (per i pensionati)<br />
-certificato di disoccupazione (per i disoccupati)<br />
-autocertificazione da compilare direttamente allo sportello</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong>Esenzione ticket per patologie</strong></h1>
<p>Alcune categorie di cittadini sono <strong>&#8220;esenti ticket&#8221;</strong></p>
<p>Le <strong>categorie esenti</strong> sono:</p>
<ul>
<li>soggetti affetti dalle<a href="http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1017&amp;area=esenzioni&amp;menu=vuoto"> patologie croniche ed invalidanti</a> di cui al D.M. 28.05.99 n° 329, DM 21 maggio 2001, n. 296 e regolamento delle malattie rare (DM 18 maggio 2001, n. 279).</li>
<li>soggetti affetti da malattie rare</li>
<li>invalidi civili con grado di invalidità al 100%</li>
<li>ciechi e sordomuti</li>
<li>invalidi di servizio</li>
<li>invalidi di guerra,codice esenzione</li>
<li>invalidi per lavoro con una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi</li>
<li>invalidi per lavoro con una riduzione della capacità lavorativa inferiore ai due terzi</li>
<li>infortunati sul lavoro o affetti da malattie professionali.</li>
</ul>
<p>Inoltre sono esentati i Soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati e le Vittime del terrorismo o della criminalità organizzata.</p>
<p>Per ottenere l&#8217;esenzione è necessario munirsi di un <strong>tesserino</strong>, che viene rilasciato presso le sedi di Distretto<br />
Per ottenere tale tesserino è necessario, a seconda dei casi, esibire i seguenti documenti:</p>
<ul>
<li>certificato attestante la patologia invalidante,  rilasciato da struttura ospedaliera o da un medico specialista ambulatoriale dell&#8217;Azienda Sanitaria</li>
<li>Per gli invalidi, copia verbale accertamento di invalidità</li>
<li>Per gli invalidi per lavoro, infortunati sul lavoro o affetti da malattie professionali, occorre il certificato I.N.A.I.L</li>
<li>Per coloro che siano stati dimessi da strutture accreditate di ricovero, foglio di dimissione o copia cartella clinica</li>
<li>Codice fiscale e tessera sanitaria con codice assistito</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Approccio clinico all&#8217;intolleranza al lattosio</title>
		<link>https://www.analisiclinichecavaliere.it/approccio-clinico-allintolleranza-al-lattosio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 18:40:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intolleranza al lattosio è una sindrome clinica i cui sintomi, quali gonfiore, flatulenza, crampi addominali e diarrea si manifestano in...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>L’intolleranza </strong><strong>al lattosio</strong> è una sindrome clinica i cui sintomi, quali gonfiore, flatulenza, crampi addominali e diarrea si manifestano in seguito al consumo di cibi contenenti lattosio. Il malassorbimento del lattosio dipende dalla congenita deficienza di lattasi, intolleranza secondaria al lattosio, e, più comunemente da una deficienza primaria acquisita di lattasi, condizione prevalente che colpisce dal 65% al 74% della popolazione, con ampie variazioni regionali ed etniche. I sintomi derivano dal malassorbimento del lattosio che provoca una fermentazione nel lume intestinale da parte dei batteri ivi residenti.<br />
Il lattosio è un disaccaride composto da galattosio e glucosio legati da un legame β-1,4 glicosidico, che non può attraversare l’epitelio intestinale. La lattasi è un enzima intestinale espresso dai villi intestinali, in grado di idrolizzare il legame β-glicosidico nel lattosio. L’attività della lattasi è molto alta immediatamente prima dello svezzamento nei bambini per ridursi ad un’espressione del 5-10% negli adulti.<br />
Mentre l’espressione di bassi livelli di lattasi si riscontra nella maggior parte della popolazione adulta, l’intolleranza secondaria al lattosio può anche derivare da una serie di condizioni gastrointestinali derivate dal danneggiamento della superficie assorbente del piccolo intestino, come la <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.analisiclinichecavaliere.it/esami/transglutaminasi/">celiachia</a></span></strong>, il Morbo di Crohn, infezioni intestinali, eccessiva crescita batterica nel piccolo intestino e enteriti da radioterapia o chemioterapia. La deficienza congenita di lattasi è una condizione autosomica recessiva rara, derivante da alterazioni nella regione codificante il gene lattasi, che si presenta con diarrea fin dalla nascita.<br />
Né la prolungata ingestione di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.analisiclinichecavaliere.it/esami/lattosio-intolleranza-breath-test/">lattosio</a></strong></span>, né l’esclusione dalla dieta influenzano la capacità del piccolo intestino di assorbire il lattosio. E’ stato dimostrato che la persistente ingestione di lattosio nell’uomo altera il microbioma fecale portando ad una maggiore attività β-galattosidasica intestinale ed un miglioramento nella tolleranza sintomatica all’ingestione del lattosio. Tuttavia, l’ingestione di una quantità di lattosio che supera la capacità enzimatica della lattasi può portare ad un’intolleranza al lattosio. Lo sviluppo dei sintomi nei pazienti con intolleranza al lattosio è collegato al transito intestinale del lattosio, equivalente al lattosio ingerito e variabile da individuo ad individuo a seconda dell’ipersensibilità intestinale. Tanto che, individui con la sindrome del colon irritabile hanno un aumento di sintomi anche a bassi livelli di lattosio consumato.<br />
Quando i sintomi addominali sono clinicamente suggestivi di malassorbimento del lattosio, vengono consigliati una serie di validi test per diagnosticarne l’intolleranza, sebbene non esistano dei criteri standard per la diagnosi. Saggi enzimatici-colorimetrici consolidati forniscono rapidi risultati sull’attività funzionale della lattasi su frammenti bioptici, sebbene l’espressione della lattasi nel piccolo intestino può essere irregolare e testarla richiede un campione da biopsia intestinale invasiva. Il test di intolleranza al lattosio consiste in una serie di prelievi di campioni di sangue prelevati dopo ingestione di carico di 50 gr di lattosio. Un aumento di glucosio nel sangue di 20 mg/dl o più rispetto ai valori basali indica un’adeguata digestione del lattosio e un adeguato assorbimento dei singoli monosaccaridi.<br />
Il breath test al lattosio offre un semplice e non invasivo metodo per accertare il malassorbimento del lattosio usando un carico di 25 gr di lattosio e misurando l’idrogeno espirato nelle 3 o 4 ore successive. Il risultato è positivo per malassorbimento quando l’idrogeno espirato supera le 20 parti per milione derivanti dalla fermentazione da parte dei batteri presenti nel lume intestinale del lattosio indigerito e non assorbito. Il breath test al lattosio ha una sensibilità del 78% ed una specificità del 98%per diagnosticare il malassorbimento del lattosio. E’ stato dimostrato che il test per valutare l’eccessiva crescita batterica nel piccolo intestino dovrebbe precedere il Il breath test al lattosio perché i batteri presenti all’interno del lume intestinale possono scomporre il lattosio, determinando un risultato falso positivo del breath test. Risultati falsi negativi si possono avere in presenza di batteri metano-produttori, che usano l’idrogeno escreto per ridurre il diossido di carbonio a metano. In aggiunta vengono consigliati test genetici per il polimorfismo 13910C&gt;T.<br />
Il limitato consumo di prodotti contenenti lattosio, anche optando per cibi privi di lattosio e ricchi di calcio, può portare ad un miglioramento dei sintomi clinici pur permettendo un adeguato apporto di calcio, compreso tra 700 e 1200 mg. al giorno a seconda dell’età e del sesso. La riduzione del consumo di lattosio piuttosto che la completa astensione viene raccomandata perché alcuni studi hanno dimostrato che individui con un intolleranza al lattosio sono in grado di consumare 250 ml. (una tazza) di latte intero (12 gr. di lattosio) senza un incremento dei sintomi. Prodotti contenenti lattosio preidrolizzato, compresi formaggi, latte e gelati, possono essere sostituiti ai tradizionali cibi contenenti lattosio, e l’assunzione di lattosio durante il pasto ne determina la diluizione in seguito al ritardato svuotamento gastrico. Sebbene il lattosio sia presente nello yogurt, la digestione che avviene all’interno del lume intestinale per auto digestione dei batteri riduce i sintomi che insorgerebbero in seguito al consumo di yogurt. L’introduzione di lattasi esogena assieme a cibi contenenti lattosio riduce i sintomi clinici dell’intolleranza al lattosio e l’emissione di idrogeno con il respiro durante il breath test.<br />
Gli studi sull’intolleranza al lattosio forniscono un’affascinante esempio di risposta genetica nell’uomo alle variazioni ambientali e della dieta. Tuttavia, l’aumentata disponibilità e consumo di alimenti contenenti lattosio in associazione a popolazioni che si spostano ha reso l’intolleranza al lattosio un problema clinico frequente.</p>
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		<title>Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 09:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le modifiche normative intercorse nell’ambito della Legge di Bilancio del 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232 pubblicata nella GU n. 297 del 21 dicembre 2016) hanno introdotto, per semplificare ed accelerare l’interoperabilità dei sistemi regionali di FSE, l’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità (INI), la cui progettazione è a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale, in accordo con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con le regioni e le province autonome, e la cui realizzazione è curata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.</p>
<p>A tal proposito, INI già rende disponibili alle Regioni i servizi per garantire l’interoperabilità del FSE, pertanto tutte le Regioni potranno interagire con INI tramite i propri servizi di interoperabilità, adeguati secondo le ultime specifiche tecniche AgID.</p>
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		<title>Perché si può bere acqua prima delle analisi del sangue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 10:17:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si può bere acqua prima delle analisi del sangue? Questa è una domanda che si pongono moltissime persone che devono...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può bere acqua prima delle analisi del sangue? Questa è una domanda che si pongono moltissime persone che devono effettuare un prelievo.</p>
<p>Nei giorni precedenti al test infatti è importante seguire uno stile di vita particolare per cercare di non modificare negativamente i risultati. Ad esempio è necessario non fumare, non praticare sforzi e soprattutto mangiare sano. Ma questi divieti riguardano anche l’acqua? La risposta è no. Bere infatti non influenza in alcun modo i valori del sangue, per questo è consentito farlo anche pochi minuti prima del prelievo, in quanto l’acqua non agisce sulle funzioni del metabolismo.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per le analisi delle urine. Anche se si consumano grandi quantità di acqua, il risultato non avrà alcun problema. L’unico effetto ottenuto sarà quello di avere delle urine più limpide. Non solo: una volta terminato l’esame è fondamentale assumere acqua, per reintegrare i liquidi persi e migliorare i valori della pressione.</p>
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		<title>La nascita della biochimica clinica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 10:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chimica o biochimica clinica è una parte fondamentale della medicina di laboratorio che fornisce informazioni ottenute con metodi fisici,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La chimica o biochimica clinica è una parte fondamentale della medicina di laboratorio che fornisce informazioni ottenute con metodi fisici, chimici o biologici su tessuti o componenti biologiche umane “in vivo” o “in vitro” o su materiali connessi alla patologia umana (plasma sanguigno e altri fluidi quali urina, liquido pleurico e peritoneale, fluido cerebro-spinale ecc) ai fini della tutela e promozione della salute, della prevenzione, della diagnosi, della valutazione del decorso della malattia e del monitoraggio della terapia.</p>
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